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Tracce che uniscono: la transumanza in Abruzzo

E’ una rara fortuna riuscire a seguire un viaggio di pecore fatto alla vecchia maniera.

Domani forse non sarà più possibile.

Ricostruirlo, però, è molto più facile: le vie della transumanza sono ancora segnate

nei paesaggi come linee indelebili, come quelle cicatrici

che segnano la pelle di un uomo per tutta la vita

(Fernand Braudel, 1985).

 

Quando sei all’avvio di un progetto che ti motiva, spesso capita che ti manchi l’abbrivio per iniziare.

Qui no, tutto è stato reso più facile dal ricordo di una memoria atavica che viene fuori spontaneamente.

E così, dovendo scegliere uno spunto, sono andato a quello più naturale ed ho lasciato alla terra il compito di raccontarmi la storia che ha unito gran parte dei territori dal Gran Sasso al Tavoliere di Puglia.

Da dicembre 2019 la transumanza è Patrimonio immateriale dell’Umanità UNESCO. La Lista dell’UNESCO conta 463 elementi in tutto il mondo, 12 di questi in Italia. L’inserimento nel Patrimonio dell’Umanità è finalmente il riconoscimento dell’importanza e dell’impronta che il sistema economico e culturale dello spostamento periodico delle pecore ha lasciato in eredità al bacino del Mediterraneo e al mondo intero.

E’ chiaro che nelle nostre terre la pastorizia e la transumanza sopravvivono sotto altra veste, un altro fenomeno, la monticazione, che è una transumanza verticale e di brevi tratti.

La pastorizia ci racconta di un territorio che dalla filiera della pecora ha tratto un’economia virtuosa tutt’ora presente ed identificabile nelle nostre tradizioni, tipicità, costumi ed identità.

Per quanto riguarda la “valorizzazione”, invece, della transumanza quale patrimonio culturale, dobbiamo uscire dall’approccio scientifico e tecnico dandole sostanzialmente un futuro, restituendo a questa risorsa un valore economico in grado di poterla coltivare e tramandare alle generazioni future.

Una possibilità ci è data sicuramente dal fenomeno dei cammini.

Senza dubbio uno slancio, in tal senso, potrà essere la recente proclamazione della Transumanza come Bene Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO.

Possiamo creare una rete di itinerari che colleghi tutta questa comunità attorno ad un progetto di “TerrAccogliente”?

Come?

Ispezionare il territorio insistente sui tracciati dei Regi Tratturi per censire tutti coloro che sono portatori di esperienza e tutti i portatori di interesse.

Stiamo parlando dell’identità di un territorio, delle sue tipicità, stiamo parlando dell’autenticità e di tutti coloro che sono le sentinelle di questi territori e delle comunità insistenti.

Allora se tutto è esperienza, è esperienza anche impagliare una sedia, filare la lana, cardarla, esperienza è tessere, sono tutte esperienze che possono diventare workshop e possono essere appetibili, per il viaggiatore che proviene da Copenaghen, piuttosto che da Londra o da New York per nutrirsi dell’identità del territorio che sta scoprendo.

Dobbiamo però, rendere tutto organico e sinergico altrimenti lo sforzo è improbo e non si riuscirà ad avere un risultato.

La trasformazione dei tratturi in cammini è qualcosa di automatico, è la naturale destinazione a cui stiamo lavorando.

Bisogna lasciarsi ispirare.

Ed immaginiamo di creare degli itinerari che ad anello in ogni singolo comune, e poi da questi a raggiera, possiamo raggiungere tutti punti d’interesse che il territorio e la sua comunità offre.

In questa prima fase abbiamo realizzato dei tracciati che, partendo tutti dai centri storici dei comuni, intersecano tutti il Tratturo e le dorsali che collegano tutti i comuni.

E’ solo un inizio!

Sicuramente questo territorio non potrà mai diventare una destinazione turistica “di massa”. Ma è proprio quello che c’interessa meno visto che non ha una grande capacità ricettiva.

Possiamo, però, migliorare la qualità dell’offerta tendendo anche ad un aumento ponderato ed ottimizzato.

Quello del Turismo Lento è un fenomeno in costante crescita ed il nostro territorio ne è naturalmente vocato.

La nostra regione era già al terzultimo posto nella graduatoria delle destinazioni turistiche di viaggiatori stranieri; la pandemia, di colpo, ci rende una delle destinazioni più appetibili da un turismo di prossimità e lento, facilmente compatibile con un distanziamento fisico.

I viaggiatori lenti in Europa sono passati dai circa 20 milioni nel 2013 ai circa 30 milioni del 2017 crescendo costantemente del 4% l’anno. Destagionalizzando e delocalizzando i flussi turistici.

Il GAL della Costa dei Trabocchi creerà itinerari per cicloturisti e viaggiatori per drenare a pettine verso l’entroterra il flusso de turismo attivo e lento.

Se non bastassero queste motivazioni ne possiamo aggiungere un’altra:

l’assoluto miglioramento della qualità della vita e dello stato di salute diffuso della popolazione residente!

Ma cosa dobbiamo fare?

Semplicemente renderci disponibili ad un virtuoso cambiamento che espanderà il nostro territorio abbattendone i confini divenendo cittadini di una comunità ancor più diversificata ed accogliente.


[Crediti e immagini: abruzzoavventure.it]

Immagine di copertina: Bassorilievo della Transumanza esposto nel museo della città di Sulmona. Di età preromana, rinvenuto nei pressi di Corfinio.