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Le feste religiose come bene immateriale

L’area geografica nella quale sono compresi i comuni interessati dal progetto TerrAccogliente è nota agli antropologi per la ricca e complessa varietà di tradizioni e feste popolari che vi si trovano, tra le più importanti dell’Abruzzo, già segnalate dagli studiosi di tradizioni popolari nella seconda metà dell’Ottocento.

Notavano la complessità e arcaicità dei riti, il sincretismo con la fede cristiana e in taluni casi la permanenza tipologica delle strutture festive di epoca italica, rimaste identiche nella sostanza attraverso i secoli. Le convizioni dei ricercatori si rafforzarono quando ad esse si poterono associare i fecondi risultati nelle diverse campagne di scavi archeologici sui siti dei vari santuari collinari e della Majella, la cui frequentazione, in taluni casi e con gli inevitabili sincretismi, era giunta fino alla modernità. Furono Antonio De Nino, Gennaro Finamore, Leonardo De Leonardis, Tommaso Bruni i primi demologi a studiare queste feste alla fine dell’Ottocento e in epoca a noi vicina Paolo Toschi, Bianca Maria Galanti, Emiliano Giancristofaro e Alfonso Di Nola (per citarne qualcuno) a individuare affinità culturali con le tradizioni nazionali o europee, soprattutto dopo i fondamentali  studi pubblicati di James Frazer, Van Gennep e Claude Levi Strauss e, in campo nazionale Giuseppe Pitrè, Ernesto De martino e altri. Le tradizioni popolari rientrano nel novero dei beni culturali immateriali su cui l’Unesco pone la sua attenzione, perché “unici” e irripetibili (pena la banale imitazione) che sostanziano sensibilmente l’identità culturale delle piccole etnie o nazioni, talvolta antiche di millenni. E’ interessante, per il nostro progetto, fare un breve excursus, su quelle tradizioni e feste presenti nel nostro territorio, di cui si riportano brevi descrizioni utili per farle conoscere, sulla scia delle classificazioni fatte da Emiliano Giancristofaro pubblicate in Tradizioni popolari (Roma, 1995) e Maria Concetta Nicolai, Abruzzo 150 antiche Feste (Ortona 214) . La classificazione calendariale dimostra che le feste non si soprappongono (salvo in alcune circostanze minori), a dimostrare che si sono evolute nell’ambito di incontri sociali  allargati, e coinvolgenti; infatti come ampiamente dimostrato dalle testimonianze popolari le persone dei paesi vicini si incontravano in rispetto delle amicizie e parentele, riconoscendo il valore di una ritualità diffusa, di “paese in paese”.

L’elenco è incompleto ed è intento raffinare tutto il palinsesto celebrativo, a volte circoscritto al piccolo villaggio:

16 – 17 Gennaio Festa di S. Antonio Abate e le Farchie

 Pur essendo classificata nell’ambito delle “feste del fuoco”, note e diffuse in tutta Europa, la festa delle Farchie ha trovato la sua rifondazione moderna nell’ambito dell’invasione francese del 1799, quando, si racconta, il paese fu salvato dall’assedio da alcuni miracoli di S. Antonio Abate che trasformò gli alberi della Selva in tanti soldati e lui stesso intimò agli invasori di retrocedere. La popolazione fu salva e da allora si cominciò ad omaggiare il santo protettore con le “farchie”, alti fasci di canne legate con rami di salice che venivano incendiate durante la processione del con il santo. Lo spettacolo è suggestivo e, come dicono, seppur “con acqua, vento e neve” il rito si svolge davanti il piazzale della chiesa, mentre si intona “ Lu Sant’Andùne”, un canto collettivo struggente e suggestivo. Fara è oggi gemellata con una località del Giappone, avente una tradizione simile.

23 Gennaio Lo sposalizio di S. Giuseppe

Centro demico strutturato già 1000 anni fa, con l’importante presenza di S. Aldemario di Capua, ha una suggestiva tradizione legata al culto alla Sacra Famiglia e S. Giuseppe. Si era alla fine del Settecento, le truppe napoleoniche minacciavano di invade il paese quando S. Giuseppe venne in soccorso. Per ricordo, si ricorda il santo sposalizio; la mattina i due simulacri di S. Giuseppe e la Vergine sono posti vicino l’altare e il parroco rinnova il santo vincolo matrimoniale. Le coppie sposate e i fedeli circondano la scena; dopo si procede con una processione: gli uomini portano S. Giuseppe mentre le donne la Vergine, che si inoltra per le vie del paese, mentre si distribuiscono fiori e confetti.

3 febbraio – S. Biagio

Il culto di S. Biagio si è diffuso in Abruzzo presso i lanieri, ed è protettore con i mali della gola. Venerato dalla Chiesa Armena, si è diffuso in occidente anche nella chiesa cattolica. Il suo culto era diffuso nelle nostre contrade già nel sec. XIII.

13 Maggio Pellegrinaggio della Madonna delle Grazie

La notte che precede la seconda domenica di maggio parte una processione dalla parrocchia e si dirige verso la chiesa della Madonna delle Grazie di Francavilla, seguendo un itinerario, in parte rurale, lungo la Valle del Foro. Si invoca la protezione sulle persone e sui raccolti. Ad aprire il la processione una fanciulla vestita di bianco che reca un dipinto della Madonna delle Grazie. Secondo la tradizione il 17 agosto 1623 la Madonna apparve in sogno ad una donna cieca indicatogli un luogo a Francavilla dove scavare per rinvenire una sua immagine. Su quell’area fu edificata un chiesa dove i cittadini di Vacri vanno in pellegrinaggio la notte che precede la 2° domenica di maggio per chiedere protezione dalla grandine. Il rito rimanda ad una antica devozione, fatta risalire al 1623, delle popolazioni dalmate che si sono trasferite in Abruzzo e di cui alcune famiglia si stabilirono in Vacri.

6 settembre. S. Vincenzo Ferreri

Domenicano, predicatore, canonizzato nel 1455. Il suo culto è legato al tratturo e alla transumanza autunnale. Vi si celebrava una fiera molto nota nella Valle del Foro. Oggi l’evento è accompagnato dalla “Fiera di Vacri”

Terza domenica di Aprile- Festa di S. Roccuccio

8 Maggio – Festa della Madonna della Pietà

23 giugno – Festa dei fuochi di S. Giovanni Battista

15-16 Agosto – Festa di S. Rocco

La festa si celebra il 16 agosto con notevole partecipazione di devoti. Il culto, diffuso in ogni paese abruzzese per prevenire la peste e le malattie della pelle, crebbe per importanza in Roccamontepiano dopo il 1765 quando una frana distrusse l’intero paese ad eccezione della chiesa di San Rocco. È usanza dei fedeli bere l’acqua della sorgente di San Rocco ritenuta miracolosa.

3 sabato di settembre – Festa di S. Gennaro

4 Novembre – Festa di S. Carlo Borromeo presso la parrocchia di S. Mari de Lapide

Ultima domenica di aprile Madonna di S. Maria del Monte o della Mazza

La leggenda narra che i pretoresi, presi dal profondo affetto per la santa, decisero di riportarla in paese l’ultima domenica del mese d’aprile. La Madonna stette per mesi nella chiesa principale del centro storico, venerata e amata da tutti. Il 2 Luglio, dello stesso anno, arrivò un’improvvisa e inaspettata nevicata. La mattina andando in chiesa, i fedeli non trovarono la statua sul suo altare. C’erano quattro orme stampate sulla neve, due più grandi e due più piccole. I fedeli sgomenti per la scomparsa, seguirono le orme. Arrivarono così nella piccola chiesa montana dove la Madonna era posta nella sua nicchia. Da qui ogni anno la statua della Madonna della Mazza viene portata in paese l’ultima domenica di aprile e la prima domenica di luglio viene riaccompagnata in montagna.

Prima domenica di Maggio – S. Domenico Abate

Una festa patronale con le serpi e la rappresentazione del Lupo. Rito antichissimo, finalizzato a liberare le persone dal pericolo ofidico, trova il suo amuleto protettivo in un “laccetto” benedetto che i fedeli usano indossare. Dopo la processione il pubblico si dirige dove si terrà la “sacra rappresentazione del Lupo”; la scena si svolge su un palco: una coppia si dirige nel bosco a fare legna con il proprio figlioletto, poggiano la culla e si mettono al lavoro. In un momento di distrazione entra in scena un attore coperta da pelli e una testa di lupo e ruba il bambino portandolo nel bosco. Il padre inutilmente propende l’ascia per colpirlo: l’animale è già lontano. Entrambi si inginocchiano e invocano S. Domenico ed ecco che l’animale mansueto ripone il bimbo illeso entro la culla nel tripudio della folla. È usanza distribuire i laccetti che indossati, si dice, proteggono dal morso dei serpenti.

Prima domenica di Maggio. Festa di S. Camilluccio alla Calcara

Una fornace per la cottura di mattoni costruita nel 1605 da S. Camillo de Lellis, è stata trasformata in una cappellina nel 1797 e da allora i Bucchianichesi usano recarsi in pellegrinaggio in questo luogo vicino il fiume Foro, dove usano fare pic-nic.

Domenica precedente 23 maggio, 24 e 25 Festa di Sant’Urbano con i Banderesi

 Il ciclo festivo è annuale con una maggiore intensità dal Lunedì di Pasqua fino ai primi di maggio. La domenica precedente il 23 maggio, il 24, 25, 26 e 27 maggio sono i giorni festivi più intensi con riti principali del “Trasporto delle Some” di Sant’Urbano, l’Apertura della Porta Santa, il Tizzo, le consegne delle Armi sante, le Banire, gli Anelli e la Benedizione dei Quattro Cantoni. La festa è da annoverare tra quelle propiziatorie primaverili di origine agropastorale, con evidenti sincretismi delle precedenti celebrazioni in onore di Cerere, conserva un rituale di investitura al cavalierato afferente il Banderese e Sergentiere, rispettivamente “gonfaloniere” municipale e “massima autorità festiva” bucclanee la cui origine sembra collocarsi tra il XIII e XIV secolo. Questa festa risulta tra le più antiche d’Abruzzo essendo celebrata fin dal 1280.

13 giugno – Festa di S. Antonio

Nella contrada omonima di Bucchianico alla fine degli anni ’50 fu costruita una chiesa devozione di un ex-emigrante tornato dal Brasile. E’ celebrata in una chiesa suffraganea della parrocchia di Bucchianico da parte dei Camilliani.

14, 15 e 16 luglio Festa di San Camillo

San Camillo de Lellis, nato in Bucchianico, eletto patrono d’Abruzzo nel 1964 da Paolo VI viene festeggiato nel centro antico di Bucchianico.

Una celebrazione prettamente religiosa di respiro internazionale che vede la centralità nel Santuario di Bucchianico. Comprende momenti celebrativi che vedono coinvolti la Sanità Militare, la Croce Rossa, gli Operatori sanitari e il mondo cattolico degli ospedali. Risale al 1623-24 il “castello in piazza” ossia uno spettacolo di fuochi pirotecnici accesi per ricordare l’ora del trapasso del santo. Vi sono ancora momenti celebrativi popolari con la “compagnia” di Castellara e la processione religiosa con la statua-ritratto del santo della metà del Seicento.

Terza domenica di luglio – Festa della Madonna del Carmine

15 agosto – Festa dell’Assunta

6 ottobre -San Aldemario

Festa che si celebra a Bucchianico il 6 ottobre con rito religioso e che ricorda l’abate Aldemario di Capua vissuto a cavallo dell’Anno Mille che fu il fondatore di Bucchianico e dei monasteri di Sant’Eufemia di Fara, di San Martino sulla Marrucina e di San Clemente di Comino (Guardiagrele). Era considerato protettore contro la grandine.Si conservano testimonianze di culto anche in San Martino sulla Marrucina.

8 maggio – Festa della Madonna di Carpineto con la processione delle Verginelle

Considerata tra le più antiche d’Abruzzo, questa festa ha il suo fascino perché ritenuta erede del pellegrinaggio che il popolo Marrucino svolgeva scendendo al santuario della Grotte del Colle, dedicata alla divinità Keria Jovia. Dalla chiesa parrocchiale una processione si reca verso la chiesa della Madonna di Carpineto. Tra due ali di folla una fila di bambine che indossano delle vesti di seta e ornate di ori scendono dall’antico borgo e si fermano sull’altare dove è posta l’icona della Vergine con Bambino, seduta su un albero. Si ricorda un miracolo avvenuto nel 1794. E’ usanza da parte di cittadini di Guardiagrele recarsi in pellegrinaggio in questa chiesa durante il periodo festivo.

7 agosto Festa di San Donato (Chieti)

Il piccolo santuario rurale è méta dei fedeli che usano chiedere protezione dall’epilessia. Durante la festa si svolge la processione religiosa.

Prima domenica di settembre – Festa della Madonna del Buon Consiglio (Chieti)

Si svolge presso l’omonima chiesa in una contrada vicino il fiume Alento. Festa popolare molto nota nel ceto contadino, a poca distanza dal tratturo.

15 agosto- Pellegrinaggio della Madonna della Quercia (Casacanditella)

Molti anni fa la Vergine apparve su una quercia a Domenico, un contadino che si trovava nel suo campo. La quercia vive davanti la chiesa e i fedeli usano portarsi un pezzo di corteccia per chiedere la protezione dei raccolti. Antico retaggio del culto delle “Madonne arboree”, e di divinità legate all’albero, questa festa sembra possa identificarsi nella “rifondazione” con rito cristiano di un rito molto diffuso in questo territorio, ricco di querceti. Vi si svolge una processione con carri infiorati.

13 luglio Festa di Santa Margherita (Villamagna)

Si celebra il 13 luglio con una suggestiva rievocazione dei Saraceni. Alle porte del paese un gruppo di attori vestiti da saraceni ricorda l’antico miracolo operato dalla santa per fermare e convertire i nemici che minacciavano di invadere e saccheggiare il piccolo centro. Secondo gli storici l’episodio ricorda l’assedio del 1566 dei turchi guidati da Pialy Pascià alle coste abruzzese quando furono distrutti Francavilla e Vasto.

Ultima domenica di Agosto San Domenico Abate (Villamagna)

L’ultima domenica di agosto si rinnova la rappresentazione del lupo che ricorda il miracolo del santo. All’ingresso del paese su un palco gli attori inscenano il rapimento di un bambino da parte di un lupo che sorprese i genitori mentre erano intenti a tagliare legna nel bosco. Simile alla rappresentazione di Pretoro, nel passato vedeva anche coinvolti numerosi serpari.

Terza domenica di Maggio Festa del Volto Santo (Manoppello)

L’esistenza di un’icona raffigurante il Volto di Cristo su un fazzoletto di fine tessuto in bisso marino fin dalla metà del Cinquecento ha alimentato la devozione popolare e numerosi pellegrinaggi nella chiesa conventuale dei Cappuccini di Manoppello. I pellegrinaggi di maggio al Volto Santo erano compiuti per chiedere l’arrivo della pioggia nei momenti di siccità. Vicino la chiesa si conserva un’aula con numerosi ex-voto. Attualmente questo santuario è diventato di fama mondiale per l’identificazione dell’icona con la famosa “Veronica” un tempo conservata all’interno della basilica di San Pietro e per il pellegrinaggio di Papa Benedetto XVI.

15-16 Agosto – Festa di S. Maria Arabona (Manoppello)

La festa si celebra nella chiesa abbaziale cistercense fondata nel 1239.

6- 8  settembre. Festa di S. Antonio e S. Pancrazio (Manoppello Scalo).

Il Martirologio romano ne riporta la memoria “San Pancrazio, martire, che, si dice sia morto ancora adolescente per la fede in Cristo a Roma al secondo miglio della via Aurelia; presso il suo sepolcro il papa san Simmaco innalzò una celebre basilica e il papa Gregorio Magno vi convocò frequentemente il popolo, perché da quel luogo ricevesse testimonianza del vero amore cristiano. In questo giorno si celebra la sua deposizione”.

Il culto di San Pancrazio si diffuse molto anche in Germania e la sua immagine si trova spesso nei castelli dell’Ordine dei Cavalieri Teutonici dei quali è co-patrono.

 12-14 ottobre- Festa di S. Antonio, Madonna del Parto e S. Callisto Papa (Ripacorbaria – Manoppello) 

Festa del santo patrono di Ripacorbaria, un tempo comunità distinta da Manoppello.

4° domenica di  settembre. S. Rocco e S. Emidio (Manoppello)

L’evento folkloristico si svolge la quarta domenica di settembre, in occasione della Festa di San Rocco e Sant’Emidio. In tale circostanza le varie contrade e famiglie realizzano i caratteristici majtelli, piccole strutture di legno dalla forma tronco-conica, addobbate con vari doni enogastonomici, che poi vengono vendute nella tradizionale Asta dei Majtelli.
Per la realizzazione di questi omaggi tutti i cittadini sono invitati a fare delle piccole donazioni: soldi, prodotti della terra, oggetti fatti a mano, in particolare all’uncinetto, dolci tipici. Tali omaggi vengono poi inseriti su queste conocchie dalle mani pazienti delle donne del paese.
Ciò che non è cambiato rispetto al passato è la tradizionale asta, rigorosamente in dialetto, che un “banditore” del posto improvvisa ogni anno per vendere al miglior offerente la conocchia o il cesto: la somma ricavata è offerta al Santo e utilizzata per finanziare in parte la festa. Risa, urla e battute varie si mescolano all’asta vera e propria che “attira” numerose persone dei paesi limitrofi, ma anche emigrati che tornano “a casa” per le feste di San Rocco.

12 – 13 giugno Festa di Sant’Antonio e Sant’Onofrio (Serramonacesca)

La sera dell’11 Giugno gli abitanti di Serramonacesca espongono una croce illuminata con materiale bituminoso (Fuoco di Sant’Onofrio) e il 12 mattina, festa del santo, raggiungono l’eremo per partecipare alla messa e alla processione con la copia della statua del santo poiché secondo la tradizione essa in passato, lasciata nella chiesa del paese durante la notte dell’11, ritornò da sola nell’eremo. In questo luogo il pellegrino pratica il rito dello strofinamento sulla pietra con funzioni taumaturgiche. Santo patrono di Serramonacesca a cui intitolato un eremo in prossimità di San Liberatore a Majella. Durante la festa ci si reca nell’eremo con un suggestivo pellegrinaggio; si sosta in preghiera nella piccola chiesa dove si svolgono riti litoterapici e si beve l’acqua che sgorga dal una sorgente sacra vicino alla grotta. Majo di Serramonacesca

Si celebra un rito offertorio in onore del santo protettore S. Antonio da Padova e di Cristo Liberatore la prima e la terza domenica di settembre. I devoti portano grossi con i verdi fatti con canne e felci, detti conocchie, su cui appendono donativi di ogni sorta venduti all’incanto per ricavarne finanziamenti necessari alla festa.

25 agosto Festa di San Bartolomeo (Roccamorice)

Celebrata con una suggestiva processione che si svolge all’alba del 25 agosto partendo dalla chiesa parrocchiale fino all’eremo di San Bartolomeo, era molto nota nel passato. La festa era celebrata anche a Chieti dove si conservano reliquie.

A queste feste popolari di origine contadino-pastorale, si aggiungono manifestazioni di rilevanza extraregionale o nazionale, che si legano a santuari noti. Di seguito si riporta la tabella riassuntiva: santuari.pdf


[Aggiornamento del testo – progetto “Coltivare, Costruire, Abitare” – Associazione Terrae 2006 a cura di Giuliano Di Menna.]

[Immagini: abruzzoavventure.it]