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A che punto siamo

Inizia la marcatura degli itinerari

Inizia la marcatura degli itinerari

il 30 giugno 2022 è stata avviata la marcatura dell’itinerario nel Comune di Casalincontrada. Il coordinatore di questa attività è Antonio Corrado di Abruzzo Avventure insieme con l’Associazione locale “Le Ginestre” e la partecipazione attiva dei cittadini e volontari del territorio. L’itinerario comprende un tracciato ad anello che collega il centro storico con la collina, passando per i punti d’interesse. Lungo il percorso sarà possibile entrare nelle case di terra, assaggiare delle buone confetture all’ombra di alberi secolari, passeggiare tra gli ulivi e tanto

Abruzzo Marrucino si ri-candida al bando per le Comunità di Progetto!

Abruzzo Marrucino si ri-candida al bando per le Comunità di Progetto!

Proseguono le attività di “Abruzzo Marrucino TerrAccogliente”!  In questi giorni stiamo lavorando per la presentazione della domanda di riconoscimento della Comunità di Progetto. Si sono svolti diversi incontri tra i portatori di interesse, i Comuni partecipanti e il gruppo operativo.  L’avviso è finalizzato a identificare le Comunità di Progetto operanti nel territorio Leader del GAL Maiella Verde e selezionare i progetti integrati da sostenere nell’ambito dell’attuazione del Piano di Sviluppo Locale. scarica l’Allegato 3 presentato: Abruzzo Marrucino

TerrAccogliente e il suo contesto

TerrAccogliente e il suo contesto

Continua il lavoro di ricerca sul territorio di TerrAccogliente! La Comunità di Progetto TerrAccogliente si sviluppa in un territorio “di mezzo”, la collina, ricco di complessità. Obiettivo del progetto è far emergere il ruolo del paesaggio collinare nel rapporto tra la Costa dei Trabocchi e la Montagna dei

Giornale degli incontri in tempo di Covid

Giornale degli incontri in tempo di Covid

GIORNALE DEGLI INCONTRI IN TEMPO DI COVID Attività di divulgazione della CP TerrAccogliente Il progetto di Comunità TerrAccogliente non si è mai fermato durante l’emergenza Covid – 19. In queste settimane sono stati organizzati incontri sul territorio per condividere idee e ampliare la rete di operatori interessati al progetto. Scarica i verbali degli incontri (2021): verbale del 13/01/2021 – incontro tra i Sindaci della CP scarica i verbali degli incontri (2020): verbale del 01/06/2020 – Roccamontepiano verbale del 03/06/2020 – Bucchianico verbale del 06/06/2020 – Casalincontrada verbale del 09/06/2020 – Pretoro verbale del 20/07/2020 –

Contributi al dibattito

Contributi al dibattito

Contributi al dibattito pervenuti via email:17/05/2020 - C. Ferravante (Le Ripe, Bucchianico)> Ciao papà, > allora secondo me il progetto comunitario sembra interessante e sviluppato abbastanza bene. > Io individuo 3 macro aree di progetto: accoglienza/ospitalità, mobilità e valorizzazione del territorio e dei prodotti. > Quello che dice Christian può essere utile come assessment iniziale per individuare le sfide principali che il turista deve affrontare e come risolverle in modo da facilitare il turismo nell’area (mentre le possibili attività e il calendario sono in realtà già parte del progetto e non sono una fase preliminare). > Ciò che manca e secondo noi è particolarmente importante è la promozione – una volta realizzato tutto quanto, come si pensa di promuovere l’area e quindi incrementare il turismo? Altrimenti è tutto quasi inutile. > Dal punto di vista progettuale, le mie reminescenze di cooperazione e scrittura di progetto mi fanno pensare che il quadro logico del progetto (la tabella finale) sia un po’ generica e superficiale. > Di obiettivo generale e obiettivo specifico di solito se ne inserisce uno ciascuno perchè sono i macro obiettivi e non bisogna davvero mettere troppa carne al fuoco, altrimenti il progetto diventa irrealizzabile. > Quindi a mio parere (la butto li rapidamente): > Obiettivo generale – incrementare il turismo in abruzzo > Obiettivo specifico – migliorare offerta turistica nei comuni e promuovere modelli produttivi ed economici virtuosi ed ecosostenibile nelle comunità di ecc ecc.. > Risultati (che secondo me lui chiama obiettivi operativi) – divisi per le 3 macro aree del progetto > Attività – elenco delle singole attività per ognuno dei risultati > Ovviamente dipende anche da quali sono le linee guida che vengono date per la scrittura del progetto e che cosa viene richiesto. >Non so se mi sono spiegata abbastanza? Comunque, non so se mi sono persa qualche informazione, ma chi sarebbe l’ente finanziatore? La regione? > Ciao ciao, > Paola Christian. > Buongiorno Carlo, cosi su due piedi e considerando che il progetto è allo stato embrionale, sembra ben fatto con tanta carne al fuoco. > Tuttavia, il rischio nel mettere troppa carne sul fuoco potrebbe voler dire fare più fumo che altro, dal mio punto di vista prima di procedere con definizione obiettivi e possibili itinerari turistici, è importante sentire Assessorato al Turismo Abruzzese e farsi dare contatti di operatori turistici e/o clienti diretti, italiani e non, che in passato hanno venduto / visitato la destinazione Abruzzo, di modo da poter chiedere loro consigli, suggerimenti, quali sono i maggiori ostacoli da superare per convincere un cliente a visitare l’Abruzzo, cosa fino ad oggi ha funzionato e cosa deve essere migliorato. > Simultaneamente, sarebbe molto d’aiuto poter elencare le possibili attività che il turista può realizzare a seconda del periodo: cosa si fa tra Gennaio e Marzo, cosa tra Aprile e Giugno e cosi via, un esercizio del genere da strumenti concreti al cliente finale, crea aspettative. > Infine, un richiamo al Parco Nazionale d’Abruzzo va fatto, giacche si tratta di un piccolo ed autentico polmone verde italiano oltreché un piccolo ed autentico sanitario faunistico. > A presto, Christian. 17/05/2020 - F. Chiavaroli (Il Grande Faggio, Pretoro)Condivido pienamente l’impostazione generale mi chiedevo però (essendo educatore per professione) quali attività pensiamo di realizzare a livello di azioni didattiche/divulgative per la scuola e l’extrascuola per fare in modo che la valorizzazione turistica dei territori si accompagni alla crescita delle comunità locali. Grazie, Fabrizio Chiavaroli 16/05/2020 - Anna Maria CrisanteAl Calendario degli eventi aggiungerei anche quello “delle tradizioni”. Un evento è un momento estemporaneo che richiede un’organizzazione di pochi giorni, come potrebbe essere la Fara Cipollara o la Sagra della marrocca. Il Calendario delle tradizioni includerebbe invece manifestazioni profondamente sentite dalla popolazione locale, che in un andamento verticale unisce le radici e l’aspirazione verso l’alto. Le manifestazioni tradizionali sono organizzate durante l’intero anno, coinvolgono la popolazione nel loro sentire autentico e trasmettono una forma identitaria al visitatore. La valenza ritualistica di una manifestazione tradizionale placa le ansie degli abitanti e suscita curiosità nel turista. L’intera area in oggetto possiede manifestazioni tradizionali di grande valore antropologico, come le Farchie di Fara Filiorum Petri o il San Domenico di Pretoro (anche se oggi molto ridotta, ma si potrebbe progettarne una rivitalizzazione) o i Banderesi di Bucchianico. In questo discorso potrebbero essere inserite anche le feste religiose che richiamano molta gente, come il San Camillo De Lellis di Bucchianico (santo di grande fama per il suo soccorso agli infermi) e il San Rocco di Roccamontepiano rappresentato sempre con la conchiglia del pellegrino, di cui è il protettore (potrebbe diventare il simbolo di quel camminare lento dell’area in oggetto). Se la guida sarà (anche) digitale potrà essere tenuta in costante aggiornamento: mi è capitato spesso che laboratori, negozi o produttori citati nelle guide cartacee fossero in realtà irreperibili o non fruibili. Inoltre si potrebbe arricchire la Guida con mostre a tempo limitato e/o fiere e/o eventi come la notte di San Lorenzo a Pretoro. La guida dovrebbe contenere un hashtag (tipo #terraccogliente) di riferimento per poter taggare le foto scattate dai visitatori. Grazie, a presto. Anna Crisante Articolo di riferimento: Le feste religiose con bene immateriale 16/05/2020 - O. Aristone (Università di Pescara)Buongiorno Gianfranco, il documento di Sintesi mi sembra esauriente degli obiettivi possibili. Tuttavia propongo due integrazioni, riportate anche nel documento in allegato: a pag. 2 alla voce Itinerari: A tal fine la cartellonistica può essere occasione per coinvolgere artisti e studenti alla redazione di mappe cognitive e di rappresentazioni che interpretino i valori e le invarianti del territorio. A pag. 3 alla voce Coltivare ed educare: suoli agricoli incolti: censimento dei suoli incolti e promozione del recupero alla produttività con iniziative dedicate a cooperative di comunità e ad azioni di recupero sociale. La prima è relativa alla rappresentazione del territorio che può essere occasione per la redazione della cartellonistica ma anche per la costruzione di un corredo di immagini sul sito. A tal fine pensavo al coinvolgimento di artisti (tramite concorsi, come quello fotografico per le case di terra) ma anche al lavoro didattico con i ragazzi. Questo percorso ha l’obiettivo di realizzare immagini inedite ma anche di costruire un radicamento dei partecipanti. La seconda invece fa riferimento al recupero dei suoli incolti, che come sai mi sta molto a cuore. L’iniziativa può anche essere occasione per attivare le ASFO e allargare l’occupazione, nonché la cura dei suoli . A presto, Ottavia Aristone. Articolo di riferimento: Sintesi Progetto integrato 15/05/2020 - N. Gentile (Bucchianico)Buon pomeriggio a chi di dovere. Mi chiamo Nicolas Gentile, ho 35 anni e ho un’idea tutta mia dell’Abruzzo e della “Terra” teatina in particolare, che necessita di un preambolo per chi non conoscesse già le attività che svolgo da diverso tempo.Da diversi anni mi ritrovo a fare dei paragoni tra l’Abruzzo e le altre “regioni” del mondo che le somigliano (o che non le somigliano affatto) e il loro successo in termini di turismo, visibilità e reputazione. Successo che paradossalmente manca alla Nostra Regione.Chiedendomene il motivo sono arrivato ad una personalissima conclusione: Le altre regioni hanno instillato nell’immaginario mondiale, l’idea di grandiosità, di Storia o di Mito attraverso l’arte e i media. Pensiamo alla Scozia: ha meravigliosi castelli, ha le Highlands, ha il mostro di LockNess. E’ questo che ci viene subito in mente quando pensiamo alla Scozia. Non ha nulla in più rispetto all’Abruzzo. Poi vedremo il motivo.La Scozia, nell’immaginario turistico mondiale ha un forte impatto. Idem, a grandi linee, per l’Islanda, la Norvegia e tutti quei paesi nordici che richiamano ad un passato di gesta eroiche, di natura rigogliosa e di un certo tipo di stile di vita. Ora avviciniamoci e pensiamo al Veneto: la prima cosa che ci viene in mente è Venezia. La sua unicità, la sua storia, con la mente torniamo subito al 1700 e gli intrighi tra le calle, le maschere, Casanova, il Carnevale e il Mistero. Pensiamo alla Toscana: con le grandi città d’arte ma anche con i paesaggi rurali tra i più apprezzati al mondo… e per nulla dissimili da quelli abruzzesi! Pensiamo al Lazio. Qui, giustamente, troneggia Roma, la sua storia e i suoi monumenti. E così via. Prendiamo un turista straniero (ma anche Italiano!!!!) che voglia decidere dove passare le vacanze quest’anno. Prenderà una cartina (bei tempi!) o aprirà Google Map e scorrerà col dito alla ricerca di un posto nuovo o interessante da visitare. Il suo dito arriverà in Abruzzo, ma qui indugerà per pochi secondi perchè non ha UN’IDEA DELL’ABRUZZO. Ecco cosa manca alla nostra Regione. Un’identità culturale, un qualcosa di riconoscibile, un marchio ben preciso che la contraddistingua da altri posti più o meno anonimi. Noi abruzzesi subito risponderemmo piccati:”Ah! Ma come? E secondo te non ha un’identità culturale? E Allora Ovidio? E il guerriero di Capestrano? E i Parchi Nazionali? E Silone? E D’Annunzio?”.  Si, certo, ma tutto ciò non appartiene a nessun immaginario collettivo, non ha alcuna presa su un eventuale turista occasionale o seriale. Di parchi ce ne sono tantissimi e molto meglio attrezzati dei nostri (ahiahi le infrastrutture!).  Se uno pensa all’Abruzzo pensa agli arrosticini (che ormai si vendono in tutta Italia) e pensa tristemente al Terremoto del 2009. Punto. Fine. Certo, ci sono delle ottime eccezioni, ma rimangono eccezioni. Ora, se siete arrivati a questa personalissima e opinabilissima elucubrazione, continuo dicendo che non abbiamo nulla da invidiare, ad esempio… alla Scozia! Le Highlands? Noi abbiamo il Morrone, la Majella e il Gran Sasso! I Castelli? Ne abbiamo tanti quanto loro, e alcuni talmente belli da far rimanere zitti tutti gli Scozzesi! Il Mostro di LochNess? Noi abbiamo il Drago di Atessa! E così via. Ma la Scozia ci “freca” perchè centinaia e centinaia di film, libri, storie sono ambientate in quei posti. Mentre in Abruzzo non c’è assolutamente nessun film o documentario “figo” che attrarrebbe le masse. Ah, se solo sapessero cosa si trova qui! Ci sono gli Expo, certo, le fiere, c’è internet, ok… ma a mio avviso ciò che manca alla Nostra Regione è una storia. Un racconto unitario che la renda meravigliosa a chi lo legge su un libro o, meglio, lo veda in un film. Sembrerebbe una cosa troppo grossa anche solo da dire, ma manca un film sull’Abruzzo. Chessò, magari sul Guerriero di Capestrano, muscolosissimo e tamarro che col suo enorme scudo-cappello sconfigga in maniera inverosimile orde di invasori romani, distruggendo in un solo colpo una Testudo Romana e l’accuratezza storica, ma dando allo spettatore la vista mozzafiato di codesto epico guerriero che si erge sulla cima del Corno Grande durante un tramonto mozzafiato o che consulti una delle Sacerdotesse della Dea Angizia che evoca un Serpente Mostruso dalle Acque del Lago del Fucino. Lo spettatore vedrebbe simili paesaggi, simili visioni epiche e, in barba alla poca accuratezza storica, si interesserebbe del territorio e dopo averlo visitato, spinto dalla curiosità, inizierebbe a leggerne la Vera storia, le Vere tradizioni… e le apprezzerebbe più di ogni altra cosa. Non ci manca il materiale, ci manca chi lo sappia vendere. Tutto qui. Tempo fa parlai con Piercesare Stagni, scrittore e presentatore televisivo nonchè mio amico e all’epoca Membro dell’Abruzzo Film Commission, ora miseramente abbandonata. E anche lui conveniva con me che manca un qualcosa del genere. Uno dei primi passi, sarebbe questo: dare Una IDEA di Abruzzo. Ora passiamo ad altri aspetti (dal Macro al micro come diceva il mio professore d’Arte al Liceo) per quanto riguarda il progetto TerrAccogliente e in particolare Bucchianico. Io sono un grande appassionato, studioso e “rievocatore” delle opere dello scrittore J.R.R. Tolkien, autore de “Lo Hobbit” “Il Signore degli Anelli” e di tantissimi altri libri miseramente definiti “di fantasia” ma che hanno un background culturale immenso (e comunque parliamo del 4° Libro più letto nel mondo occidentale dopo la Bibbia). Rievocatore perchè organizzo da tanti anni eventi legati a questo mondo: eventi culturali perlopiù, con interventi anche di nomi importanti della letteratura italiana, dell’arte grafica etc. In questi eventi a tema hanno partecipato persone provenienti da tutta Italia e in molti casi anche dall’estero, attratti dall’importanza di questo scrittore e che, una volta giunti a Bucchianico si sono meravigliati di quanto questo posto e tutta la sua Regione, fossero così meravigliosamente simili ai luoghi descritti nei libri sopracitati ma che nessuno conosce. Devo dire poi che grazie a un consiglio di Giuliano Di Menna, ho iniziato a coniugare la passione per questo mondo al mio lavoro: faccio il pasticcere e il ristoratore e ho trovato nel binomio cibo + fantastico una accoppiata PIU’ CHE VINCENTE!  Ho organizzato cene medioevali ispirate al Signore degli Anelli per 500 persone, ho organizzato Panarde e, infine, ho acquistato un piccolo appezzamento di terreno proprio a Bucchianico per costruirci, un giorno, la famosa “Contea” degli Hobbit tanto ben descritta da Tolkien nelle sue opere. La Contea (è stato meraviglioso leggere, nelle informazioni scritte sul sito di TerrAccogliente, che Bucchianico faceva parte della “Contea di Manoppello”) è un luogo rurale, dove abitano questi piccoli uomini chiamati “hobbit” che, a detta di TOlkien stesso, rappresentano il popolo contadino e le sue peculiarità. Sono gentili, amano la vita semplice e comoda, ma all’occorrenza sanno essere anche forti e dotati di notevole spirito di sacrificio. Forti e Gentili insomma. Vi ricorda qualcosa? Questi hobbit vivono in casette scavate nelle colline, con la tipica porta rotonda e , come detto prima, vivono una esistenza pacifica, all’insegna della ruralità. In tutto ciò ho rivisto la vita contadina delle nostre zone, così come me l’hanno sempre raccontata i miei nonni e i miei zii. Una vita ormai quasi del tutto perduta. Mi parlavano dei tanti mulini che sorgevano sul fiume Foro (anche gli Hobbit ne avevano molti), mi parlavano delle feste che si facevano dopo il raccolto, della bellezza della semplicità nonostante le difficoltà. Ecco, con tutte queste informazioni nella mia testa che giravano vorticosamente, ho pensato che possiamo essere Noi della Contea di Manoppello, i veri hobbit: abbiamo il territorio collinoso UGUALE, abbiamo la cultura contadina UGUALE, abbiamo lo stesso spirito e le stesse peculiarità degli Hobbit. E così mi sono inventato “Buon Compleanno Bilbo Baggins” rifacendomi alla scena del libro e del film in cui si festeggiava il compleanno del protagonista hobbit. Centinaia di persone da tutta Italia si sono riversate a Bucchianico dal giorno prima, hanno occupato tutte le strutture ricettive disponibili della zona fino ad arrivare a Tollo per la mancanza di posti disponibili. Lo dico senza falsa modestia: i miei eventi a tema Signore degli Anelli (e fantasy in generale) sono un grandissimo successo! Coniugano il buon cibo locale preparato dalle nostre mani di cuochi esperti, alla cultura internazionale derivante da queste storie, che non appartengono più alla sola cultura anglosassone, ma ormai di tutto il mondo, tanto è radicata nell’immaginario collettivo. La musica folkloristica abruzzese è del tutto simile a quella descritta nei libri, gli abiti… IDENTICI a quelli che usiamo noi nella Festa di S. Urbano!  Non mi è stato difficile organizzare una cosa del genere proprio perchè ho attinto a piene mani dalle nostre tradizioni bucchianichesi! Insomma, sono innamorato di Bucchianico, innamorato dell’Abruzzo e innamorato della Contea del Signore degli Anelli. Ma io vedo tutto ciò come se fosse una cosa sola: L’Abruzzo, Bucchianico, SONO LA TERRA DI MEZZO. E sarebbe uno spreco non farlo riconoscere anche agli altri! Io continuerò sulla strada delle feste a tema, ma il mio progetto, sebbene ambizioso per le mie tasche, è quello di creare un vero villaggio hobbit sulle sponde del fiume Foro e farlo diventare un polo di attrazione turistica mondiale.  Ma serve tempo. E infrastrutture. E soprattutto serve che la gente del posto capisca che c’è ben altro, oltre alle solite, meravigliose, feste di paese. Abbiamo la fortuna di abitare nella Contea… ma la gente nemmeno sa cosa sia la Contea. So che queste mie parole non sono di grande aiuto al progetto TerrAccogliente, non ho fatto proposte concrete, anche perchè queste proposte sarebbero troppo mirate alla mia visione e so che ce ne sono molte altre più fattibili e aventi maggior richiesta. In ogni caso sono disposto a mettere le mie conoscenze, il mio entusiasmo al servizio di chi voglia creare un percorso rurale che, alla lunga, potrà ben sposarsi con la mia idea di Abruzzo-Terra di Mezzo. Grazie di aver letto fin qui, spero di non esser stato ridicolo. Nicolas Gentile 15/05/2020 [17:39] - M. Chiaro (Roccamontepiano)Grazie delle comunicazioni: con mio figlio Gigi abbiamo convenuto che è interessante la strategia generale. Mi figlio ti conferma che è disponibile ad aiutare a finalizzare il progetto a realizzare il sistema GIS (sistema informativo territoriale). Quando ti è possibile, mi aiuterebbe capire quali intenzioni si hanno sulla nostra casa a Reginaldo. Il Comune è disposto a prenderla in concessione rimettendola a posto con fondi suoi? Oppure ci sono altre soluzioni? Grazie del prezioso lavoro che svolgi in questo comparto culturale da non disperdere. Attendendo le comunicazioni relative all’Assemblea del 20 maggio, ti porgo i miei codiali saluti, Mario Chiaro, Bologna (15-05-2020) 15/05/2020 [17:03] - F. Marinelli (Roccamontepiano)Ho aggiornato la situazione di Roccamontepiano (tranne Ostello L’Asilo perchè non ho contatti) e ho notato che la somma sul foglio excell non era giusta perchè avete inserito dei contenuti senza aggiornare l’operazione di somma; dico ciò affinche ricontrolliate anche gli altri comuni che io non ho trattato. Inoltre ho iscritto il Molino Graziani alla Comunità di progetto ed in merito trovi in allegato tutti gli estremi per inserirlo anche in elenco (evidenzio che Adamo, Dario ed io raccomandiamo di inserirli già da ora). Grazie anticipatamente e speriamo che sia la volta buona per tutto il territorio. Cordiali saluti, a disposizione, B&B Le Pietre Ricce, Fabio Marinelli (mob. 3284921104) 15/05/2020 - L. D'Alessandro (Vacri)Carissimi, innanzitutto vi esprimo il piacere personale, del Comune di Vacri, dell’associazione Pro Loco Vacri, e di tutte le altre realtà e soggetti vacresi iscritti, di far parte del consorzio. Per tutta una serie di motivi casuali ho modo di prendere parte al progetto e di leggere questa sintesi solo oggi, quindi il mio contributo sarà, per il momento, marginale poiché col tempo avrò modo di entrare meglio nello spirito dell’iniziativa e delle sue questioni. Quindi oltre ad esprimervi il mio gradimento per tutta la sintesi, vorrei comunque soffermarmi su un punto in particolare, ossia quello denominato ‘Ciclope’ (p.3). La questione dei cammini, siano essi di natura religiosa o più di natura turistico-esperienziale, è attualissima e concedetemi l’espressione, ‘di moda’, rientrando nell’ambito più generale del turismo sostenibile. Il nostro territorio addirittura è già attraversato da alcuni cammini consolidati, come quello di San Tommaso che attraversa specificamente San Martino sulla Marrucina e Pretoro, oltre al pellegrinaggio in onore della Madonna delle Grazie che si tiene annualmente da Vacri a Francavilla al Mare la seconda domenica di maggio. Viviamo un territorio assolutamente predisposto al ‘cammino’ (non solo a piedi, ma anche in bicicletta) che presta il fianco a tante altre realtà già avviate che possono essere tranquillamente replicate (non sia vergogna emulare il buon risultato già raggiunto da qualche altro attore, a tal proposito vi segnalo, solo per conoscenza, il finanziamento approvato al progetto ‘Cammino della pace’, che parte da L’Aquila e arriva a Monte Sant’Angelo, in Puglia, per 420 km, attraversando, se ho capito bene, Roccamontepiano, Pretoro, Orsogna, ma devo sincerarmi di queste tappe).  Questo mi sembra un punto molto importante e da potenziare ulteriormente, senza snaturare il senso più ampio del progetto ovviamente. Per esperienza professionale (seppur piccola) mi sono reso conto di quanto sia gli enti locali, sia la Regione Abruzzo, ma sia la stessa Unione Europea nei programmi a gestione diretta della Commissione (il programma ‘Life’, su tutti) premino la progettualità su questo macro tema che comprende ambiente, turismo ed economia circolare. Anzi, aggiungo che quelli che oggi sembrano essere degli ostacoli, come la scarsa conoscenza di alcune identità territoriali e culturali, alcune mancanze di interventi e investimenti pubblici etc, rappresentano delle vere e proprie occasioni di crescita, dei buchi da riempire e del valore aggiunto da creare. Sono a disposizione per ogni eventuale.Mi scuso della lunghezza, speriamo di conoscerci presto. Un caro saluto Loris D’Alessandro 14/05/2020 [20:06] - F. Fanciulli (Pretoro)Ciao! Ecco il file sulle attività ricettive di Pretoro , modificato ed integrato. Vi invio questa guida di Pretoro in Italiano ed Inglese. Questo opuscolo è di proprietà del Comune di Pretoro per la promozione storico culturale. (Nessun altro ne può rivendicare i diritti). Vi saluto, Fabrizio 14/05/2020 - M. Di Federico (San Martino sulla M.)Ciao! Reinoltro il file sulle attività ricettive di San Martino, modificato ed integrato.  Vi saluto, Mauro 13/05/2020 - E. Giuliano (Abruzzohandmade)Abruzzohandmade è un’azienda che promuove il territorio, la sua gente, la sua cultura, la sua storia e i piatti tipici della sua tradizione. Quella tradizione fatta di sapori semplici ispirata ai segreti della nostra Terra  Trascorrere una vacanza nella nostra regione significa scoprire l’incanto e la meraviglia delle montagne, delle colline e delle spiagge incontaminate, dei borghi antichi e di un paesaggio di rara bellezza. Borghi antichi, siti archeologici, castelli, santuari, abbazie, chiesette rupestri, eremi e grotte costellano i sorprendenti paesaggi montani del Parco, una natura eccezionalmente ricca di foreste, sorgenti, cascate, praterie, altopiani, vertiginose creste e impressionanti pareti rocciose. Un’immensa risorsa, fatta anche di artigianato, produzioni tipiche, enogastronomia e folklore, da tutelare e valorizzare. Creiamo e realizziamo dei Tour attraverso gli ambienti naturali e i paesaggi più caratterizzanti del Parco, attraverso insoliti Percorsi nella Natura alla scoperta dei luoghi più magici e meglio conservati Un Percorso Esperienziale che abbraccerà i nostri, paesaggi suggestivi e pittoreschi, gli antichi borghi che conservano le tracce di una storia millenaria, un patrimonio artistico dal grande valore storico, una tradizione enogastronomica dai sapori semplici e dai profumi intensi, dove i piatti traggono ispirazione dalla terra. Se pensiamo ad un tipo di Turismo Lento immaginiamo quel tipo di turismo fatto di passeggiate, cammini tra le nostre campagne, attraverso il tracciato dei Regi Tratturi, quello che una volta era considerato La Transumanza. Cerchiamo di offrire un tipo di turismo naturale, sicuramente non di massa, attraverso la natura, cercando di includere dei percorsi che dalla costa risalgono verso l’interno, abbracciando cosi tutti quei paesi e borghi ricchi di storia e tradizioni secolari, dove sarà possibile attraverso laboratori cooking class, lavorazioni della materia prima, arrivare ad una conoscenza intima del territorio che ci circonda, cercando di valorizzare le tradizioni di ogni singolo. Dall’contadino al pastore, dalla coltivazione all’allevamento di capre, pecore  Dagli artigiani che trasformano la lana, la terra per la realizzazione delle ceramiche  Dagli apicoltori ai viticoltori fino ad arrivare alla produzione dell’oro d’ Abruzzo, l’olio extravergine  Stiamo creando una rete di agricoltori-ospitali in grado di collaborare tra loro. La nostra missione e il nostro obiettivo è contribuire a creare per i nostri clienti più esigenti un percorso emotivo unico e personalizzato; che li guiderà attraverso un processo di selezione, costruendo un itinerario emotivo di attività, cibi, vini e avventure per un’esperienza indimenticabile, piena di ricordi duraturiQuesta esperienza olistica può durare quanto vuoi, un giorno o molti giorni; qualunque cosa tu scelga, sarai felice. Il nostro vasto assortimento di attività è limitato solo dalla tua immaginazione. Il pacchetto turistico può includere: Percorsi enogastronomici: lezioni di cucina selezionate, pasta, dolci e marmellate tradizionali, lavorazione del formaggio, raccolta delle olive, raccolta dello zafferano, raccolta dell’uva, visita ai vigneti e degustazione di vini, Lanificazione (colorazione della lana di pecora), Attività locali: Percorsi Naturalistici e parchi, visita agli Eremi-Visita religiose: Cattedrali, Chiese rupestri e Percorsi Religiosi(cammino di San Tommaso). 10/05/2020 - Redazione Progetto TerrAccoglientePubblicato l’articolo: Sintesi progetto integrato 07/05/2020 - F. Zappacosta (Azienda Biodinamica)Invio il contributo relativo all’agricoltura biodinamica. 07/05/2020 [8:31] - G. Di Menna (Bucchianico)Invio contributo all’articolo: paesaggio agrario, un bene poco conosciuto 07/05/2020 - G. Di Menna (Bucchianico)Interessante e apprezzabile contributo di Mauro Federico di S. Martino sulla Marrucina che va ad arricchire la scheda di discussione. Ognuno dei componenti della Comunità di progetto o altro portatore di interesse può inviare informazioni e integrazioni: lo scopo è quello di avere un corpus dettagliato e preciso sulle nostre tradizioni e risorse culturali. 06/05/2020 - M. Di Federico (S. Martino sulla M.)Da integrare all’articolo: “Le feste religiose come bene immateriale” 23 Gennaio Lo sposalizio di S. Giuseppe  (S. Martino sulla Marrucina) Centro demico strutturato già 1000 anni fa, con l’importante presenza di S. Aldemario di Capua, ha una suggestiva tradizione legata al culto alla Sacra Famiglia La ricorrenza dei “Santi Sposi” o, come è chiamato dai martinesi “lu spusalizje de San Giusepp” è un evento religioso unico nel panorama mondiale, con origini ancora misteriose. Si  tratta  di una delle prime feste dell’anno, ricorre il 23 di gennaio, alla quale partecipa tutta la cittadinanza. È legata al culto del santo patrono, San Giuseppe, che viene festeggiato anche in altre due ricorrenze, il giorno del 19 di marzo (data della festa patronale) e il Patrocinio di San Giuseppe (che si tiene 2 settimane dopo la Pasqua) . La celebrazione dei Santi Sposi è un modo per ricordare e festeggiare il matrimonio tra La Beata Vergine Maria e San Giuseppe. Si tratta quasi di una vera a propria ricostruzione di un matrimonio reale, anche se di fatto è simbolico. Tutta la festa si svolge al mattino. Si inizia con la Santa Messa, durante la quale vengono esposte le statue della Beata Vergine e di San Giuseppe. Vengono benedette le giovani coppie che intendono contrarre il sacro vincolo del matrimonio durante l’anno e vi presenziano le coppie di sposi che durante la cerimonia, volontariamente, rinnovano le loro promesse matrimoniali.  Terminata la cerimonia eucaristica le due statue vengono portate in processione, uscendo dalla chiesa di San Cristinziano e percorrendo il perimetro intero del centro storico, quasi che i novelli sposi volessero benedire tutta la cittadina. E’ questa processione di due statue una delle particolarità della festa. I cittadini seguono il corteo, a capo del quale si pngono i membri della congrega di San Giuseppe, antichi custodi dei riti del santo e vestiti con la loro caratteristica mantellina azzurra e tunica bianca. Al rientro in chiesa le statue tornano vengono ricollocate davanti all’altare; come in un vero matrimonio vengono distribuiti confetti benedetti e beneauguranti, quasi che la Beata Vergine Maria e San Giuseppe vogliano rendere partecipi i fedeli della loro gioia per la loro unione. 06/05/2020 - G. Di Menna (Bucchianico)Ciao a tutti. Allego una “mappa” con alcune informazioni sul territorio Terra accogliente. Queste informazioni potrebbero essere sovrapposte a quelle già elaborate per i singoli percorsi dei paesi.  I percorsi che indico sono schematici pertanto ci dovrà essere necessariamente un’altra fase di affinamento degli stessi e la verifica di congruenza con i tracciati viari esistenti. A conclusione si potrà avere una “mappa” di base.  Manca totalmente le informazioni sui punti ristoro, punti ricettivi, servizi sanitari, servizi civili, ecc. punti vendita, ecc Ma tutto è implementabile. Il progetto della mappa porterà ad avere una serie di “nodi” di riferimento, i tracciati, le informazioni strutturanti i percorsi, le informazioni funzionali (tempi, distanze, ecc). Sicuramente la è la mappa stessa uno strumento di lettura del territorio (forse anche uno strumento visivo dell’identità di questi luoghi). Mi rendo conto che verrà una mappa molto ricca e anche sorprendente.  Percorrere la campagna – Il Tratturo Magno (L’Aquila-Foggia), il Tratturo Centurelle – Montesecco, le strade rurali di impianto medievale, le strade interpoderali recenti, le antiche fontane, le sorgenti e corsi d’acqua, i laghetti collinari, le direttrici dei calanchi, le cappelle rurali, le edicole devozionali, le masserie, le case in terra cruda, i ponti antichi, gli antichi mulini, gli alberi monumentali, gli uliveti storici, i castagneti, i riposi pascolativi, i punti ristoro, le fermate del trasporto pubblico sono i punti di riferimento  del paesaggio delle nostre campagne evidenti e percettibili. Ad essi si aggiungono gli elementi di riferimento geografico: la Maiella, le colline abitate con i nuclei storici, le colline identitarie, l’acropoli di Chieti. Poi ci sono le “memorie”, i fatti storici, i luoghi del mito, le leggende, i toponimi e tutto ciò che fa parte alla narrazione della vita vissuta in questi luoghi, abitati da millenni. La rete di percorsi si struttura su capisaldi noti e su punti di riferimento conosciuti e condivisi con altri percorsi. 04/05/2020 - G. De Ritis (Pro loco di Fara F. P.)Condivido appieno la scelta del contenuto del progetto e la sua struttura. Unica osservazione: nell’ultima sezione “Vedute panoramiche etc eliminerei il Parco San Nicola a Fara perché il progetto è stato abbandonato da tempo e non credo proprio che ci sia l’intenzione di realizzarlo in futuro. Giuliano ha fatto un ottimo lavoro come sempre. 03/05/2020 - G. Di Menna (Bucchianico)Buona domenica a voi tutti. ti allego lo scritto (unifo file) sulle feste che si compone di una parte pubblicabile e la seconda con alcune schede da completare. A mio parere sono importanti che perchè contengono informazioni da riversare integralmente nel progetto (ovviamente insieme al altre informazioni costituenti il dossier). Sono le prime. Dagli uno sguardo. Potremmo farle girare.  Anche lo scritto, a mio avviso è bene che lo legga anche Mauro Di Federico e Fabrizio Fanciulli, persone attente, Ti allego anche una primissima bozza su quello che potrebbe essere la struttura descrittiva del progetto….. ci sto lavorando. E’ bene che ci interfacciamo continuamente. Ti chiamo. Articolo di riferimento: Le feste religiose come bene immateriale 29/04/2020 [18:15] - A. Corrado (abruzzoavventure)“Terrae Marrucinorum” Buon pomeriggio a tutte/i, per quando non possa esprimere alcun giudizio se non positivo sulla contestualizzazione, le fonti, la storia ed anche l’immaginario sollecitato da “Terre Teatine”, mi attengo esclusivamente ad un giudizio di comunicazione e di comunicazione digitale, che è il veicolo più importante della comunicazione. Premetto che nella comunicazione digitale tutto ciò che impone un lavoro di ricerca e consultazione delle fonti parte già con un handicap di caduta di attenzione e d’immediatezza. L’approfondimento è relegato ad uno stadio successivo, al momento in cui ho già ottenuto l’interesse. Per cui, a volte, è necessario sacrificare lo “spessore” all’immediatezza ed all’attualità.  Immagino la descrizione di TerrAccogliente come un “catenaccio” al titolo di un libro o, meglio, di un articolo di una rivista di turismo.  Titolo e Catenaccio DEVONO contenere parole e termini che hanno un “appeal” generalizzato! Io se dovessi scegliere una definizione che indica l’appartenenza di un territorio sceglierei qualcosa che abbia un confine meno definito e più ampio per la maggior parte dei lettori: Io immagino che questa comunità di progetto possa essere estersa anche ai comuni di Serramonacesca e Manoppello e TerreTeatine evoca un campanilismo che a qualcuno può piacere meno che Terre Marrucine. “TerrAccogliente – dai Marrucini ad oggi una storia di identità, sapori e piaceri della vita”. In una fase di approfondimento, poi, ci si addentra nel racconto. L’ho messa giù così senza pensarci più di 2 secondi, senza alcuna velleità o contrarietà di merito ma esclusivamente a scopo esemplificativo. Se invece fosse “TerrAccogliente – Terre Teatine” emerge immediatamente una ripetizione sia nei termini che nell’idealizzazione, ma anche una funzione meramente appellativa. Spero di avervi fatto passare, senza equivoci, il mio pensiero. Grazie e Buon Lavoro. Antonio Corrado Articolo di riferimento: “TerrAccogliente:quale denominazione per il nostro territorio?“ 29/04/2020 - G. Di Menna (Bucchianico)Invio contributo per l’articolo: “TerrAccogliente:quale denominazione per il nostro territorio?“ 18/03/2020 - M. Di Federico (San Martino sulla M.)Ciao a tutti, a nome della Corporazione Sancti Martini di San Martino sulla Marrucina, a causa dei ristrettissimi tempi, vi invio due link, diretti al sito dell’associazione, dal quale poter estrapolare materiale informativo/turistico sulle varie attività e festività che si svolgono a San Martino. http://www.sanctimartini.it/tradizioni.html   In relazione invece alla presenza ed alla figura dei polverieri, tipica di san Martino, vi invito ad acquisire il materiale direttamente dal sito dell’amministrazione comunale. http://www.sanmartinosm.it/c069082/zf/index.php/servizi-aggiuntivi/index/index/idtesto/20003 Abbiamo anche invitato diversi operatori economici ad iscriversi alla piattaforma (di cui non eravamo riusciti a reperire il link sul sito del GAL Majella verde!) Restando a disposizione per qualsiasi ulteriore necessità, o per qualsiasi comunicazione, vi saluto
Sintesi Progetto integrato

Sintesi Progetto integrato

SINTESI PROGETTO INTEGRATO: TerrAccogliente – Le Terre Teatine   I Paesi di “TerrAccogliente” I paesi di Bucchianico, Casalincontrada, Fara Filiorum Petri, Pretoro, San Martino sulla Marrucina e Vacri presentano una struttura urbana accentrata, con un nucleo antico di origine medievale, cinto da fasce di recente edificazione e piccole frazioni o contrade suburbane,  Il paese di Roccamontepiano si presenta invece con una organizzazione urbana singolare; infatti, a causa del tragico evento della frana del 23 giugno 1765, la quale ha provocato la distruzione del 70% dell’antico centro medievale, la ricostruzione insediativa ha dato origine a sette borghi indipendenti, all’origine piccoli villaggi rurali. Alla struttura insediativa storica dell’intero territorio di TerrAccogliente, costituita dai numerosi piccoli centri rurali, borghi e contrade che affondano le radici fondative nel medioevo, si affianca una densa rete di case isolate, sviluppatesi a cominciare dal sec. XIX che punteggiano l’intero paesaggio collinare e montano a costituire quel paesaggio della “collina abitata”, tipica della campagna abruzzese-marchigiana.  L’identità insediativa Abitare un luogo significa accordarsi al suo spirito (“genius –loci”), e, come nella società arcaica, significa esprimere l’attaccamento alle condizioni geomorfologiche e ai ritmi scanditi sui cicli naturali con proprie originali interpretazioni. L’analogia tra architettura e agricoltura è indicativa di un nuovo modo di guardare ad entrambe come chiave di lettura del rapporto uomo-terra, non una sommatoria di discipline che vedono città, tessuto edilizio, paesaggio e opera d’arte architettonica come risultati delle varie attività umane, ma un rapporto complesso e inscindibile tra le varie discipline.   L’abitazione rurale tradizionale La struttura insediativa dei territori indagati  si esprime in diverse forme seppure con una variabilità lineare; sebbene buona parte delle abitazioni sia raggruppata intorno ai centri abitati (antichi e contemporanei), non mancano i borghi rurali, le frazioni, le contrade ed i villaggi che contribuiscono all’articolazione e alla definizione di un quadro tipologico complesso anche nelle forme dell’insediamento, di origine sicuramente contadino ma che oggi assume aspetti complessi, talvolta simili a modelli sub-urbani, riscontrabili ormai in tutto l’ambito nazionale.   Di pietra, “later”, terra La valorizzazione della risorsa locale, ancorché slogan diventa pratica quotidiana, testimoniata dalle forme delle case e delle suppellettili come ancora oggi le possiamo ammirare. E così come in montagna si lavora la pietra in forma di dimora in collina si trasforma la terra in abitazione, sia nella forma “cruda” che cotta “coctus later”. Delle pratiche di valorizzazione della risorsa locale si vuole comunicare la dimensione del fenomeno e scoprire le qualità nascoste nelle tecniche di costruzione delle case. Infatti, oltre alla varietà estetica queste case sono la testimonianza di un sapiente equilibrio instaurato con l’ambiente dal quale ricavare conoscenze utili e forse indispensabili per il futuro.   La “campagna coltivata” Tutta la collina è stata coltivata sin dall’antichità senza soluzione di continuità fino ai giorni nostri. I seminativi arborati, gli uliveti, i vigneti, canneti, e frange boscate di roverella sono tuttora l’immagine di un uso antico del suolo e di un’economia prevalentemente agricola. Vi sono perciò conoscenze, tradizioni, patrimoni di specie tipiche (cultivar) in parte ancora da valorizzare. Alla campagna fa eco il ricco patrimonio di ambienti naturali (calanchi, corsi d’acqua, speroni rocciosi) di rilevante interesse naturalistico. Progetti Vademecum dell’ospitalità: una Guida che indichi i luoghi, le strutture, i posti letto, la ristorazione, le caratteristiche delle attrezzature dell’ospitalità nell’area di intervento e nelle località limitrofe. Un prodotto che dovrà avvalersi di una indagine di aggiornamento in collaborazione con le associazioni di categoria, i comuni, le agenzie turistiche e che approderà a un opuscolo informativo a distribuzione a basso costo (anche in formato digitale). Destinatari della Guida chi si vuole concedere una visita del territorio da gustare con lentezza, gustando tutti i sapori e le sfumature. Controllare il percorso su carta o sul navigatore, verificare gli incroci e gli itinerari che lo portano da “paese a paese”. Libero di tracciare il suo itinerario sapendo che dove bussa troverà accoglienza ed ospitalità. Nel Vademecum: il Calendario degli eventi con le iniziative culturali dei vari comuni, patrocinati dagli enti e dalle associazioni, che si avvicendano durante l’anno, potrebbero essere raggruppate in un calendario unico che agisca da coordinamento delle iniziative e che definisca una immagine di marketing con materiali divulgativi unitari e criteri comunicativi comuni e riconoscibili. le Notizie utili all’uso del territorio e dei servizi che offre nonché dei mezzi. Dei trasporti per gli spostamenti. Notizie sui prodotti artigianali tipici e rappresentativi del territorio. Gli Itinerari con la denominazione, i percorsi, le tappe, le curiosità, i punti di vista, la geo localizzazione, il periodo consigliato. La Mappa dell’Ospitalità da cui ricavare informazioni e contatti.     Abitare diffuso: La creazione di una offerta ricettiva coordinata, legata alle qualità e alle varietà del paesaggio naturale e antropico si basa sull’idea progettuale già esistente e promuovere il recupero e l’utilizzazione delle abitazioni tipiche e tradizionali abruzzesi per realizzare un nuovo modello di organizzazione dell’ospitalità turistica mirata a creare un legame tra l’ospite e il territorio. Un progetto, di fatto già avviato, ma che ha bisogno, tuttavia, di un impulso rispetto alla consapevolezza, alla condivisione e all’immagine promozionale. È necessario elaborare un programma di sensibilizzazione delle popolazioni in genere e degli operatori economici locali sulla condivisione dei metodi di marketing, sui loghi, sulle produzioni tipiche e sulle attività promozionali e di animazione del territorio allo scopo di formare un supporto valido all’offerta ricettiva che sarà immessa nel sistema dell’ospitalità locale. La forma di questa organizzazione può avvalersi di esperienze in corso delle esperienze di albergo diffuso[1], così come delineate dalla Regione Abruzzo, oppure di avvalersi di forme di altre forme di collaborazione tra gli operatori (aggregazioni).   Ciclope: Piano di recupero per antica e nuova viabilità che favorisca la percorrenza a piedi e in bicicletta. Una strada intercomunale ridisegnata nella sezione, negli arredi, nella segnaletica e nei punti di sosta, con pavimentazione variegata, che formi un filo conduttore sia della percorribilità sia delle iniziative che lungo il suo corso si attueranno. Si potranno organizzare passeggiate, gare sportive, raduni, tornei di ruzzola, manifestazioni e marce. Da qui la promozione e valorizzazione degli itinerari che insistono sul territorio di TerrAccogliente con la creazione di un protocollo di manutenzione e presa in cura da parte degli Enti pubblici, le Associazioni, gli Operatori economici e i Cittadini.   Coltivare ed educare Alcune linee di sviluppo dell’economia agricola di TerrAccoglienti con azioni mirate quali: – Agrinet: creazione di una rete di aziende agricole dove sia possibile riscoprire il “gusto” della campagna valorizzando le fattorie didattiche, luoghi di produzioni del prodotto tipico esistenti; – Fatti da noi: Recupero delle attività di trasformazione di alcuni prodotti della tradizione gastronomica contadina sul modello dei “10 prodotti da salvare” promosso dal Gal Maiella Verde partendo dai prodotti tipici già esistenti in TerrAccogliente: il vino cotto, il mosto cotto e la cipolla di Fara Filiorum Petri, Olivastro di Bucchianico. – Risemina: Rimessa in produzione di varietà di sementi e specie autoctone antiche per riattivare la Rete dei contadini custodi; – Ripascola: Utilizzo delle vaste aree incolte per l’allevamento allo stato brado di pollame, suini, vitelli delle razze tipiche locali. – Cultivar: Il progetto consiste nella individuazione e mappatura nel territorio delle “Cultivar” e la realizzazione di Orti o campi didattici (uliveti storici ad esempio). È un progetto culturale ed educativo rivolto a tutti i fruitori, neo agricoltori, appassionati esteso anche alle scolaresche del comprensorio, il cui obiettivo è finalizzato al recupero dei sapori e della genuinità delle innumerevoli varietà di frutti abbandonati nel territorio comprensoriale con particolare riferimento alle aree demaniali o comunali dove il paesaggio ha subito una minore pressione antropica e la cui disponibilità di uso possa garantire la continuità nel tempo. [1] L’Albergo Diffuso si basa sull’idea progettuale di recuperare e riutilizzare, dal punto di vista edilizio, architettonico e urbanistico, abitazioni tipiche e tradizionali abruzzesi per realizzare un nuovo modello di organizzazione dell’ospitalità turistica mirata a creare un legame tra l’ospite e il territorio; la tradizionale struttura alberghiera è composta da più unità abitative dislocate sul territorio rurale, ma dove  l’accoglienza e i servizi agli ospiti hanno una prenotazione centralizzata e unitaria.   -Scarica il contenuto dell’articolo: PROGETTO INTEGRATO -Scarica le tabelle riepilogative del progetto integrato – TerrAccogliente: TABELLE    [Immagini:

TerrAccogliente: quale denominazione per il nostro territorio?

TerrAccogliente: quale denominazione per il nostro territorio?

  L’architetto Giuliano Di Menna propone un’attenta riflessione sulla denominazione del territorio “TerrAccogliente”, ripercorrendo la storia del paesaggio teatino. “TerrAccogliente” è una porzione di spazio di quelle “colline marchigiano-abruzzesi”, mirabilmente descritte da Aldo Sestini nel 1963, da cui prendiamo a prestito le parole: “La fascia di terreni pliocenici, che nell’Emilia e in Romagna abbiamo visto orlate dalle estremità dei contrafforti appenninici, si allarga oltre la Marecchia, modellata in dolci colline, e si protrae fino ai margini del Tavoliere di Puglia, costeggiando l’Adriatico con un’ampiezza di 15-30 Km. Attraverso le Marche e l’Abruzzo (ma non di là del Trigno) questa zona offre un paesaggio assai ben definito e omogeneo; ma il rilievo collinare si spinge ancora per 10-15 Km più all’interno, fino all’incontro con le prime catene calcaree, in terreni del miocene. Abbiamo così una seconda fascia interna di colline, che non appare sempre sensibilmente distinta dalla prima e comunque ha in comune con quella alcuni caratteri essenziali, oltre alla modestia del rilievo e il suo minuzioso frazionamento, reso evidente dal fitto reticolo idrografico”.[1] In questo paesaggio geografico  che ha la sua costanza di forme, segni e palinsesti naturali dilatati per quasi 300 Km, da nord a sud – dalla Romagna alle Puglie, l’antica etnia dei Marrucini si è evoluta  nella civiltà sannitico-romana, confrontandosi con popoli venuti dal nord e dalla costa dalmata; ha consolidato la propria identità culturale fatta di tradizioni popolari, alimentazione, lingua, economia agricolo-pastorale con i Tratturi, e che, evolvendosi nei secoli, è giunta fino ai nostri giorni. Un territorio che ha la sua unica capitale in Teate o Chieti, città in cui si conservano memorie archeologiche a partire dal IV sec. A.C e che vanta un ricco patrimonio monumentale. Come denominare il territorio di “TerraAccogliente”? Ricorriamo ai geografi e storici del passato che nel descrivere questa parte d’Abruzzo ebbero la stessa necessità di identificarla. Il geografo Leandro Alberti, nel 1558, ricordò che i Normanni scelsero la loro capitale in  Teate “per la gentilezza del luogo, ov’ella è posta, che la fecero il loro seggio sopra tutti gli altri luoghi dell’Abruzzo”[2] e ne costituirono un “Comitato” (contea)  destinato a durare per secoli con a latere l’altra importante Contea di Manoppello (includente Bucchianico e una parte dei luoghi pedemontani fino all’odierna Guardiagrele). Era l’epoca in cui la varietà dei contesti naturali e la frantumazione feudale rafforzarono quasi un’organizzazione “cantonale” di tutta la regione, non a caso denominata al plurale “Abruzzi”, come hanno sottolineato alcuni studiosi[3].  In Epoca Moderna furono i nomi delle “capitali” locali (Teramo, Penne, Chiete, Lanciano, Il Vasto) aggiunte alle parole “territorio” o “destretto” a identificare le varie aree amministrative da loro controllate, sia culturalmente che economicamente. A comporre il tessuto dei centri urbani, dal Quattrocento in poi, erano le “Terre”, i “Castelli” e “Feudi”, identificati dai toponimi, quasi tutti fondati o rigenerati dopo il sec. XI, nell’ambito di quel fenomeno detto “incastellamento” che portò alla strutturazione di quasi tutti gli insediamenti che sono all’origine degli odierni centri storici regionali. A parlare di “Terra”, intesa come “luogo abitato, centro urbano” sono gli Statuti di Villamagna del 1511 e quelli più antichi della Bagliva di Orsogna del sec. XIV. A ribadire la denominazione di “Terra”, nel significato odierno di “centro urbano” furono soprattutto i Catasti onciari, redatti tra il 1742 e 1747 di cui si conservano le copie per tutti i Comuni di TerrAccogliente (Bucchianico, Casalincontrada, Fara F. Petri, Roccamontepiano, Pretoro, S. Martino sulla Marrucina, Vacri) e altri (Villamagna, Chieti, Manoppello, Casacanditella) quasi tutti pubblicati; di controparte le parole “fuori la Terra” e “fora” indicavano i terreni della campagna coltivata che cingevano i centri urbani, affiancate anche dalle definizioni “vicenna”, “frattoso”, “selva”, “inospitale” che indicavano rispettivamente suoli coltivati saltuariamente e luoghi selvatici. Anche  i geografi che hanno descritto le località abruzzesi dal Seicento in poi (Scipione Mazzella Napolitano, Giuseppe Maria Galanti ad esempio) usarono la parola “Terra” nel significato dato dai documenti amministrativi e notarili sia precedenti che dell’epoca. Il significato di “Terra” è stato poi ribadito nel 1861 da Niccolò Tommaseo nel Dizionario della Lingua Italiana: Terra– “Per Luogo, Provincia, Paese, Regione. Petr. Canz. 8. 3. part. I. (C) Questo e quell’altro rivo Non convien ch’i’ trapasse, e terra mute. E cap. 6. Poi vidi il padre nostro, a cui fu detto Ch’uscisse di sua terra. Bocc. Nov. 7. g. 2. ecc.”. Anche il geografo Lorenzo Giustiniani, nel 1805-6, nel suo Dizionario ragionato del Regno di Napoli, nel descrivere i piccoli centri urbani usa la definizione “Terra” a latere di “città” e talvolta “villaggio”. A titolo di esempio si riporta la descrizione di Bucchianico, evidenziando che nel suddetto Dizionario vi sono illustrate in ordine alfabetico tutte le località di nostro interesse:   Interessante anche l’identificazione territoriale utilizzata dagli studiosi contemporanei: il paesaggistica Franco Farinelli[4] parla di “Abruzzo adriatico”, “Teramano”, “Chietino”, lo storico Costantino Felice, parla di “Chietino”, “Sulmonese”, “Vastese”, Lancianese”[5] mentre Luigi Piccioni evidenzia l’importanza dei luoghi di forte naturalità (Parchi, riserve naturali, monumenti naturali, costa marina, fiumi, altipiani) nella identificazione dell’offerta turistica regionale negli anni a cavaliere del Terzo Millennio[6] facendo riferimento alle condizioni morfologiche (Altipiani maggiori, Costa, Valle, ecc), appetibili per il diporto e lo svago.   Conclusioni Per quanto sinteticamente espresso si propone la denominazione di “Terre Teatine” il cui corsivo indica la seguente pluralità di significati: Terre = è un richiamo alle antiche denominazioni dei nostri nuclei urbani subordinati culturalmente ed amministrativamente alla “Città” di Chieti, pur avendo solide e distinte identità culturali,  evidenti con le tradizioni popolari, feste, dialetti, talune usanze e a volte specificità economiche, aperte al confronto e dialogo da secoli; “Terra” assume anche un significato molto attuale per l’interpretazione ambientale e paesaggistica o anche letteraria oggi che tale termine racchiude in molti contesti nazionali e internazionali nelle varie lingue. Teatine = è un necessario aggettivo di valore culturale per un territorio che ha potuto svilupparsi nell’orbita della crescita plurisecolare della sua “capitale”, sia nell’assorbimento amministrativo-feudale che nella contrapposizione. Il “Teatino” era un’area riconosciuta anche  per l’identificazione dei possedimenti cassinesi dai cronachisti benedettini (fondamentali per comprendere la strutturazione dei nostri centri antichi che, con l’incastellamento, hanno quasi tutti un’interazione con la rete insediativa monastica). E’ interessante considerare che la parola “teatino” è conosciuta in Europa e nel mondo ed è entrata nel lessico di molte lingue perché associata all’Ordine dei Teatini fondato da S. Gaetano Thiene e Paolo IV Carafa, già vescovo di Chieti. Il nome, infatti prese nome dalla nostra città. La diffusione di tale nome è accertata in Spagna, Olanda, Stati Uniti, Messico, Brasile, Argentina. In Francia (Parigi) sono noti le Théatins (en latin Ordo clericorum regularium); in Germania è nota la Theatinerkirche e Theatinerstrasse, una delle vie principali di Monaco di Baviera; in Spagna è noto l’Orden Teatino. Si tratta, quindi, di una parola che anche nelle altre lingue ha una suono familiare, riconoscibile e usuale alla pronuncia.   [1] Aldo Sestini, Il Paesaggio, Touring Club Italiano, 1963. [2] Leandro Alberti Descrittione di Tutta Italia, Vinegia, 1588 [3] Angiola De Matteis, L’Ottocento preunitario: le trasformazioni in agricoltura e pastorizia, in Abruzzo, Einaudi, 2000. [4] Franco Farinelli,“I caratteri originali del paesaggio abruzzese”, nel vol. sopracitato Abruzzo, 2000. [5] Costantino Felice, Da oblioso contrada a laboratorio per l’Europa, nel vol. sopracitato Abruzzo, 2000. [6] Luigi Piccioni, La natura come posta in gioco, in nel vol. sopracitato Abruzzo, 2000.   [Contributo dell’architetto Giuliano Di Menna – Immagine di copertina:

TerrAccogliente, quali sfide? Intervista a Gianfranco Conti

TerrAccogliente, quali sfide? Intervista a Gianfranco Conti

La Comunità di Progetto TerrAccogliente si è costituita a Roccamontepiano lo scorso 27 febbraio. La comunità nasce con l’obiettivo di valorizzare e promuovere un’area rurale e collinare dell’entroterra abruzzese, in provincia di Chieti, coinvolgendo tutti i portatori d’interesse presenti sul territorio, a cominciare dagli enti pubblici, le associazioni, le attività ricettive e i ristoranti, i piccoli imprenditori e gli agricoltori, fino ai singoli cittadini. Abbiamo intervistato Gianfranco Conti, uno dei promotori e referente della comunità, per conoscere meglio il progetto TerrAccogliente. Conosciamo Gianfranco Conti, il referente della Comunità di Progetto TerrAccogliente Architetto per professione (e passione), si occupa della valorizzazione del territorio in particolare dell’architettura che fa riferimento all’uso di materiali naturali come la terra cruda. Ha partecipato a gruppi di lavoro di sviluppo turistico sostenibile sia in Abruzzo che Molise, realizzato piani urbanistici per diversi centri storici, e negli ultimi anni ha preso parte a una serie di attività che lo hanno portato ad occuparsi del recupero delle casa di terra cruda a Casalincontrada. Come e perché nasce il progetto? L’idea nasce dall’evoluzione di un altro progetto “omonimo” legato all’associazione Città della Terra Cruda e focalizzato su itinerari culturali tra le case di terra, una formula di ospitalità diffusa volta a promuovere, attraverso laboratori didattici, la conservazione e il recupero degli edifici storici tradizionali di terra cruda. Con la comunità di progetto si vuole rendere TerrAccogliente più inclusiva, declinarla in un “Parco della Terra” aperto e senza luoghi confinati, valorizzare, insieme alle case di terra, il paesaggio, il territorio e quelle che sono le sue attrattive, così da poter promuovere modelli produttivi ed economici ecosostenibili e virtuosi in un’area rurale che negli ultimi anni ha subito un notevole e inesorabile spopolamento. Qual è il territorio di riferimento e quali sono le sue attrattive? Si tratta di un’area collinare, storicamente a forte vocazione rurale, nella provincia di Chieti che include i borghi di Bucchianico, Casalincontrada, Fara Filiorum Petri, Pretoro, Roccamontepiano, San Martino sulla Marrucina e Vacri. Un territorio ai margini del Parco Nazionale della Majella, una collina argillosa che dalla montagna scende verso la costa adriatica. Un paesaggio contraddistinto dalla presenza dei calanchi che si ergono su una campagna dominata da uliveti e vigneti. All’attrattiva naturalistica, si affiancano quella storico – culturale delle case di terra, dei piccoli borghi e degli insediamenti rurali, quella legata alla tradizione popolare e al folclore, si pensi alle Farchie di Fara Filiorum Petri o alla festa dei Banderesi di Bucchianico, e quella enogastronomica con il vino cotto di Roccamontepiano o la cipolla di Fara, per citare alcuni prodotti. Quali sono gli obiettivi del progetto? Il primo obiettivo è quello di mettere a sistema le esperienze esistenti sul territorio, capire quali possono essere le prospettive in termini di sviluppo turistico, ma non solo. Per cominciare abbiamo bisogno di rendere il territorio “accogliente” per i cittadini residenti, dopodiché, di conseguenza, potrà esserlo anche per i potenziali visitatori. E’ fondamentale la qualità della vita di chi vive e cura un territorio, sono proprio i cittadini a valorizzare questi luoghi, per questo è necessario coinvolgerli e sensibilizzarli. E’ importante rendere partecipe e consapevole la comunità locale del patrimonio storico, culturale in cui essa è insediata – ovviamente è necessario anche ricreare una saldatura tra generazioni perché il “capitale” in questione non vada disperso – e capire in quali termini e come questo patrimonio possa diventare valore aggiunto per il settore turistico. Qual è il turismo di riferimento? Sicuramente quello “esperienziale” legato alla natura, all’outdoor e al trekking in particolare, un turismo lento e sostenibile focalizzato sui “cammini”; ci piacerebbe sviluppare una rete di itinerari di “paese in paese”. Poi a questo si andranno ad aggiungere e connettere l’elemento culturale e artigianale con le case di terra che ospiteranno laboratori didattici, quello tradizionale e folcloristico con eventi e iniziative che favoriscono la “coesione sociale”, quello enogastronomico. Quali sfide? La prima sfida che abbiamo davanti è capire qual è il posizionamento di TerrAccogliente, come differenziarla rispetto alle altre destinazioni turistiche che sono nei dintorni. Pensiamo alla montagna per esempio. Ad ogni modo è fondamentale che ci sia un dialogo, una proficua collaborazione con i vicini territori, perché il “Parco della Terra” non è un confine, bensì un luogo permeabile che deve rapportarsi con la costa, con la montagna e così via. Tuttavia ha bisogno di una propria identità con un suo “brand” definito, e non deve limitarsi ad essere semplice “terra di passaggio”. Tra le altre sfide, sicuramente quella di misurarsi con l’abbandono sul territorio, a cominciare da quello architettonico e della campagna incolta: i paesaggi vanno tutelati anche in questo senso. Poi c’è la scommessa di recuperare alcune filiere, come quelle agricole o progetti connessi. Per esempio a Bucchianico, dove l’ulivo domina il paesaggio, l’idea è quella di trasformare alcuni uliveti in giardini, per reinsegnare l’arte della potatura, della cura del territorio. Come vi siete organizzati? Chi aderisce alla Comunità di Progetto? Per questo progetto è fondamentale fare rete, mettere insieme diverse realtà presenti nell’area di riferimento, che vanno dai Comuni alle associazioni, dagli agricoltori agli artigiani, dalle strutture ricettive ai ristoranti, dalle piccole botteghe ai cittadini. Tutti i singoli portatori d’interesse sono linfa vitale del progetto. Attualmente hanno aderito alla comunità sette Comuni ovvero Bucchianico, Casalincontrada, Fara Filiorum Petri, Pretoro, Roccamontepiano, San Martino sulla Marrucina e Vacri. Sono presenti anche associazioni come l’Associazione produttori di Vino Cotto, Abruzzo Avventure, Terrae onlus, Le Ginestre e altre ancora. Operativamente? Quali azioni concrete state implementando? Abbiamo definito il gruppo di lavoro, stiamo cercando di acquisire un protocollo di consultazioni per avere uno scambio di informazioni base sul territorio, cercando di coinvolgere diversi portatori d’interesse, vogliamo avere più opinioni possibili. Abbiamo messo a punto una serie di itinerari legati ai cammini, si tratta di percorsi già esistenti che saranno migliorati attraverso la manutenzione, una segnaletica adeguata, soprattutto in funzione turistica. Quali risultati volete raggiungere da qui a un anno? E come si potranno “visualizzare” concretamente sul territorio? Delineare un nostro posizionamento, dell’offrirci da un punto di vista di meta turistica, e quindi creare un’identità, un nostro marchio territoriale. Auspichiamo che gli itinerari che stiamo implementando possano sostenere una fruibilità che si trasformi nella possibilità di intrattenere gli eventuali visitatori per un certo periodo di tempo, un tot numero di giorni, legandoli alle offerte turistiche che il territorio propone. Contiamo di poter “visualizzare” i risultati attesi attraverso le presenze turistiche e da queste cercheremo di avere quanti più indicatori possibili per comprendere se stiamo andando nella direzione giusta. Il primo anno sarà un test, utile per tutta la comunità. Ovviamente dobbiamo capire cosa accadrà a causa del Covid-19, che va a sconvolgere quelli che sono i nostri piani. Quindi sarà importante ricalibrare alcune azioni e riconsiderare anche il nostro target, che è sicuramente sempre quello dell’“outdoor”, ma non può che far riferimento a un turismo di prossimità. Il territorio dovrà essere vissuto in maniera più slow, avere la capacità di accogliere ma non affollarsi. Sarà necessario essere pronti, adattarsi a tutto questo e organizzarsi di conseguenza. [Crediti | Foto di Gianfranco Conti dal video di Felicità Pubblica – Immagine di copertina

Le linee di azione del progetto

Le linee di azione del progetto

“TerrAccogliente” si propone di creare un sistema di relazioni tra gli attori presenti sul territorio (culturali, produttivi e ambientali), per costruire una maggiore consapevolezza delle opportunità che esso offre ai potenziali fruitori, siano essi abitanti che visitatori, nell’ottica dello sviluppo sostenibile. Una rete, quindi, finalizzata alla fruizione corretta del paesaggio culturale (urbano, rurale, produttivo, del patrimonio immateriale), oltre che alla tutela e al rafforzamento delle identità culturali e produttive locali. Le linee di azione del progetto sono state delineate in un incontro pubblico (tenutosi il 27 febbraio a Roccamontepiano) cui hanno partecipato tutti i sindaci e operatori privati e del mondo associativo del territorio di riferimento: miglioramento della qualità dell’ambiente rurale e di quello antropizzato attraverso il suo recupero e la sua corretta fruizione, promuovendo politiche basate sullo sviluppo sostenibile del territorio; creazione di un sistema di mobilità attiva lungo itinerari “di paese in paese” attraverso la manutenzione della rete stradale minore e una segnaletica adeguata, anche in funzione turistica, coordinata con le reti produttive (aziende agricole, artigiani, punti di ristoro ecc.) e dei servizi locali; coordinamento dell’offerta ricettiva per creare un legame tra l’ospite e il territorio su modelli tipici del “turismo esperienziale”; organizzazione di forme di collaborazione tra i soggetti coinvolti per coordinare le iniziative culturali e della tradizione che si avvicendano tutto l’anno, al fine di favorire forme di “coesione sociale”, già esistenti all’interno di una Comunità “allargata”; realizzazione di un Piano di comunicazione del “marchio territoriale” e “carta dei valori” della Comunità di Progetto TerrAccogliente; [Crediti | Immagine di copertina